Siamo stati al Parco Nazionale della Maiella per vedere le operazioni del progetto LIFE STREAMS, che riporta la trota mediterranea nei nostri fiumi.
La trota mediterranea (Salmo ghigii) torna a ripopolare il Parco della Maiella grazie al progetto LIFE STREAMS, finanziato dall’Unione Europea (con il coinvolgimento di Legambiente, ISPRA e Noesis). Un’iniziativa complessa – estesa in realtà in sei aree pilota italiane (i Parchi Nazionali della Maiella, Pollino, Monti Sibillini, Foreste Casentinesi, il Parco Regionale Montemarcello-Magra-Vara e cinque siti in Sardegna, con azioni di replicabilità in altre 19 aree del Paese) – che prevede varie fasi e diverse modalità di approccio.
Partiamo dal principio, e cioè dalla necessità di far tornare la trota mediterranea nelle nostre acque. Considerata una specie in pericolo critico nella Lista Rossa IUCN, negli anni la trota mediterranea è stata minacciata – e in alcuni casi soppiantata – dalla presenza di trota atlantica (Salmo trutta) con conseguente diffusione di ibridazioni genetiche. Tra inquinamento, dighe, pesca e cambiamenti climatici – in breve – la povera trota mediterranea è sempre più scomparsa dai nostri fiumi, compromettendo inevitabilmente anche la salute dell’intero ecosistema nostrano.
LIFE STREAMS: torna la trota mediterranea al Parco della Maiella
LIFE STREAMS – dal 2019 – ha quindi attuato importanti strategie: ovviamente il primo passo è stato effettuare un vero e proprio censimento: quante trote mediterranee ancora resistono nelle aree selezionate? In quali aree è completamente scomparsa? In quali, tutto sommato, se la cava? A questo punto è stato molto più semplice suddividere i siti in compromessi, mediamente compromessi e non compromessi.
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Per ogni specifica situazione, è stata dunque studiata una soluzione ad hoc. Nei siti compromessi, ad esempio, la soluzione più efficace stata è l’eradicazione. Circa 4600 individui di trota atlantica aliena sono stati infatti semplicemente tolti da 10 chilometri di corsi d’acqua. L’operazione non è assolutamente avvenuta in modo invasivo: il Parco della Maiella – in cui abbiamo avuto modo di assistere alle varie fasi del progetto – ha chiamato a raccolta i pescatori della zona, formandoli e indirizzandoli verso la pesca sportiva della trota mediterranea (che prevede il rilascio del pesce) e la raccolta – invece – di quella atlantica. La pesca selettiva è stata invece la prima fase attuata nei siti mediamente compromessi.
Siti non compromessi e pesca sportiva
È invece nei siti non compromessi che si attua il vero processo vitale di LIFE STREAMS. Qui – selezionati i riproduttori – parte la fase di riproduzione assistita. Le nuove trote vengono poi immesse anche nei siti compromessi, per ripopolare il corso del fiume. Ad oggi, più di 530.000 tra uova e avannotti di trota mediterranea sono già stati reintrodotti in natura.
A latere di questo immenso progetto a favore della trota mediterranea, sono poi necessari una serie di accorgimenti tecnici. Dal controllo della qualità delle acque alla rimozione di barriere fluviali, fino all’installazione di passaggi per pesci, per favorire la risalita delle specie autoctone.
«LIFE STREAMS è un progetto europeo finalizzato alla reintroduzione e ricostituzione di popolazione della nostra trota mediterranea. – dice Mariano Spera del Parco Nazionale della Maiella – Il progetto ha previsto una prima fase di analisi e monitoraggio ambientale. Abbiamo caratterizzato le peculiarità ecosistemiche dei corsi d’acqua oggetto di studio. Successivamente c’è stata una fase di analisi genetica delle popolazioni di trota presenti in questi corsi d’acqua. In base ai risultati ambientali e genetici, abbiamo reintrodotto la trota mediterranea adottando vari approcci tecnico-scientifici».
«La strategia – aggiunge Marco Carafa, biologo del Parco Nazionale della Maiella – è comune e condivisa per la conservazione della trota mediterranea. Oggi abbiamo attuato il restocking, vale a dire il ripopolamento che si effettua dopo l’eradicazione delle specie aliene. Siamo partiti nel 2020 con vari eventi di eradicazione: le trote atlantiche sono state traslocate in laghetti di pesca sportiva».
Foto di Tiffany Ambrosini