Jeson ci racconta il nuovo singolo ‘Vagabondo’, frutto di una maggiore consapevolezza, soprattutto nella scrittura.

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Jeson torna con il nuovo singolo Vagabondo, che – come ci racconta – apre in realtà a un nuovo periodo artistico, caratterizzato da una scrittura più consapevole. Non a caso, il cantautore lo definisce uno dei suoi brani più belli. «Scrivendo questo brano – ci racconta – ho sviluppato un metodo di scrittura che poi ho portato avanti. È legato a un cambiamento della mia vita, perché da Roma mi sono trasferito a Milano». Ma il bagaglio è pieno anche delle esperienze da autore, tra cui la scrittura di Lasciami indietro per Marco Mengoni. «Scrivendo molto come autore per altri – dice Jeson – ho capito come concretizzare i concetti. Questa canzone ha uno storytelling per me bellissimo. Sono legato al tipo di scrittura che valorizza la storia. Per questo dico che è uno dei brani più belli che ho scritto».

«C’è una bella dinamica, l’ho scritta al pianoforte e poi ho lavorato alla produzione. – ci spiega ancora – Vagabondo è spontaneo, parte piano e voce e poi aumenta fino all’esplosione del ritornello. Segue un po’ l’intensità delle parole che cresce. Ci siamo divertiti a scriverla».

Jeson e un nuovo inizio con Vagabondo

Di fatto, l’elemento più importante per Jeson è proprio una nuova consapevolezza nella scrittura, più concreta. «Scrivere una roba così intima senza giri di parole strani, in modo diretto come se parlassi con un amico, l’ho acquisito con la scrittura d’autore. – commenta il cantautore – Prima ero più introspettivo, metaforico. C’era anche molto da interpretare. In Vagabondo, invece, tutto quello che dico è già lì. Non va interpretato, sono immagini una dietro l’altra. Il mio approccio alla scrittura sarà questo, da questo singolo in poi». Insomma, Vagabondo tre anni fa non sarebbe mai nata.

«Sicuramente – prosegue Jeson – è un brano che racconta una quotidianità con delle sfumature drammatiche. È anche personale come brano, perché racconta il costante bisogno di attenzioni all’interno di una coppia. Certo, è meno drammatico di quando arriva. Mi piace del titolo che non ti aspetti una canzone del genere: il vagabondo è una figura esterna per dire che a volte vediamo i problemi in grande, ma siamo solo scemi».

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E il futuro? «Vengo dal mondo del soul e il primo EP che feci uscire con Sony era molto vecchio. – ci risponde Jeson – Quando ho firmato il contratto, l’EP era già chiuso. Ora, in termini di lavoro, ho un’altra mentalità. È in arrivo un progetto più maturo che rispecchia me stesso adesso. Voglio far uscire un po’ di roba, ero impegnato nella scrittura e a cercare una formula adatta. Ci sono periodi molto lunghi in cui osservo e periodi in cui racconto. Mi son preso i miei tempi».